Nomadi Metropolitani

[ITA] Testo e foto di Andrea Kunkl

Non c’è più da aspettare – una schiarita, la rivoluzione, l’apocalisse nucleare o un movimento sociale. Aspettare ancora è una follia. La catastrofe non è quello che arriverà, ma quello che già c’è. Noi ci situiamo fin da ora dentro un movimento di sprofondamento di una civiltà. È là che dobbiamo prendere partito.

collettivo invisible

Nel 2011, per il progetto habitat di ubiq photo project, mi sono avvicinato ai collettivi milanesi con l’intenzione di raccontare la vita all’interno delle occupazioni. La prima fu la bottiglieria occupata: un’occupazione di un enorme edificio in via savona, una delle prime zone della città ad essere gentrificate ed ora diventata famosa come la via del design. L’edificio in questione veniva utilizzato per una settimana ogni anno come show room. Per il resto lasciato abbandonato a se stesso. A marcire. L’occupazione nasce in conseguenza allo sgombero di ripa. Diventando, immediatamente, uno dei principali punti di riferimento della metropoli e luce di un movimento, quello milanese, che sembrava oramai votato al silenzio, dopo un decennio di pacificazione.
Una crepa all’interno di una città che corre inesorabilmente verso l insensata distruzione di cemento che è l’expo; una crepa all’interno di una città votata alla sterilità delle mercificazione, della moda, del design, del idolatro del sabato sera, del gingle “be stupid” che sembra tatuato nei cervelli dei più.
“ogni volta che ci sgomberate rioccupereremo”
I Nomadi metropolitani conoscono bene i bachi di una metropoli che conta migliaia di case sfitte e ritmi insostenibili ed ingiustificati. Lo sgombero porta sempre ad una nuova occupazione. I ragazzi corrono sul tetto e il sostegno nelle strade è enorme.

Crepe che diventano sempre più larghe. Voragini. Nascono collettivi.
Individui s’incontrano e per tratti di strada camminano assieme , creando miccie culturali e politiche che contrastano l’annichilimento dato dallo smarrimeto identitario e dalla distruzione di qualsiasi basilare rapporto di vicinato.
Piccole comuni metropolitane fioriscono e terrorizzano i governanti, di destra e sinistra, essendo impossibili da controllare e frutto di una qualità che è definitivamente antitesi del mediocre cittadino moderno che la società occidentale ha cercato di plasamare, nel mito, oramai sterile, della crescita.
Le sue fondamenta impoldono giorno dopo giorno, all’interno di un circuito di retorica, frasi fatte, e ipocrisie che allontano dalla retta via predeterminata e sovrastrutturata ogni indivuiduo dotato di un minimo di coscienza.
Crepe sono tutte queste forme di autonomia ed autodeterminazione che si stanno creando all’interno del capoluogo lombardo. Persone da background estremamente diversificati ma legati tra loro da un puro e profondo sentimento antifascista.
il tempo infondo contiene la nostra illusione. All’interno di queste crepe filtra la liberazione reale del tempo quotidiano dal mito dell’iperbole capitalista.
Nomadi metropolitani ha nello specifiche di ricerca solo occupazioni a scopo abitativo .
Tra i fotografati, fino ad ora, abitanti, della bottiglieria occupata, ciurma del nautilus e tortuga, piscina di via botta, boccaccio di monza, collettivo lambretta, stamperia in sciopero, villa schettino.